Dopo il fallimento del progetto di Costituzione europea i trattati esistenti dell’Unione sono stati rivisti e sviluppati mantenendo però le innovazioni istituzionali del Trattato costituzionale. Il Trattato di Lisbona, frutto di questo processo, disciplina tra le altre cose l’uscita dall’UE di uno Stato membro, possibilità di cui il Regno Unito si è avvalso il 31 gennaio 2020.
Nell’ottobre del 2004 il Consiglio europeo firma il Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa. La Costituzione europea avrebbe dovuto sostituire i diversi Trattati esistenti e definire più chiaramente le basi giuridiche dell’UE. L’obiettivo era migliorare la capacità decisionale e rendere il sistema più trasparente, democratico e vicino alle cittadine e ai cittadini. Il progetto di Costituzione viene però respinto l’anno seguente, in occasione dei referendum popolari organizzati in Francia e nei Paesi Bassi (maggio-giugno 2005).
Verso il Trattato di riforma
Nel giugno del 2007 i capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell’UE decidono di sostituire il Trattato costituzionale con un nuovo Trattato di riforma che preservi le principali innovazioni istituzionali della prevista Costituzione per rafforzare le capacità decisionali dell’Unione, l’efficienza e l’apertura verso cittadine e cittadini in un’Europa sempre più ampia. Il 13 dicembre 2007 gli Stati membri firmano in Portogallo il nuovo trattato, denominato «Trattato di Lisbona». La ratifica da parte di tutti i Paesi dell’UE è prevista entro il 2009.
In occasione della prima consultazione popolare, organizzata nel giugno del 2008, il popolo irlandese tuttavia lo respinge. Solo dopo aver ottenuto alcune concessioni da parte del Consiglio europeo, il Governo di Dublino organizza un secondo referendum, che si svolge il 2 ottobre 2009 e ha esito positivo. Con la ratifica anche da parte della Polonia e della Repubblica Ceca, il Trattato entra in vigore il 1° dicembre 2009.
Riforma dei trattati esistenti al posto della Costituzione
Il Trattato di Lisbona non sostituisce gli accordi conclusi precedentemente, ma li modifica. Dalla sua adozione le nuove basi dell’UE sono il Trattato sull’Unione europea (TUE) e il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). I contenuti più importanti del Trattato costituzionale originale vengono mantenuti e il sistema politico viene riformato con l’abolizione del modello a tre pilastri precedentemente esistente, il rafforzamento dei meccanismi di coordinamento interno e la limitazione del potere di veto dei singoli Stati membri che conferisce al Parlamento maggiori poteri. L’UE viene inoltre dotata di personalità giuridica propria, in modo da poter agire come istituzione indipendente, per esempio nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune.
Più democrazia e maggiore vicinanza alle cittadine e ai cittadini
Rafforzamento dei diritti di codecisione del Parlamento europeo, che rappresenta le cittadine e i cittadini dell’UE.
Iniziativa popolare: raccogliendo un milione di firme in almeno un quarto degli Stati membri è possibile presentare un’iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell’UE.
Carattere vincolante della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Capacità d’azione e trasparenza
Nel Consiglio dell’UE, il Consiglio dei ministri responsabili degli Stati membri dell’UE, si applica la maggioranza qualificata. Una proposta viene adottata se il 55 % degli Stati membri, che devono rappresentare almeno il 65 % della popolazione totale, è d’accordo.
Il Consiglio europeo, il Consiglio dei capi di Stato e di Governo degli Stati membri, diventa un’istituzione autonoma. Il Consiglio è guidato da un presidente eletto per due anni e mezzo; il mandato è rinnovabile una sola volta.
Un Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza è incaricato di assicurare il coordinamento della politica estera dell’UE.
Lo supporta il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE). Il SEAE è composto da funzionarie e funzionari della Commissione europea, del Segretariato generale del Consiglio dell’UE e dei servizi diplomatici degli Stati membri.
L’obiettivo è una politica estera più coerente.
Semplificazione delle strutture
I tre pilastri dell’UE sono stati riuniti.
L’UE, dotata di personalità giuridica, può concludere accordi con Stati terzi come la Svizzera.
Federalismo e ripartizione delle competenze
La ripartizione delle competenze tra UE e Stati membri è stata precisata e semplificata.
Il ruolo dei parlamenti nazionali nell’ambito della procedura legislativa dell’UE è stato potenziato.
Carta dei diritti fondamentali
Dal punto di vista giuridico la Carta dei diritti fondamentali dell’UE è stata equiparata ai Trattati diventando vincolante per tutti gli Stati membri nell’ambito dell’attuazione del diritto UE.
Brexit
Dal 2009 l’articolo 50 del TUE prevede la possibilità di recesso di uno Stato membro. Nel quadro di un referendum organizzato il 23 giugno 2016, la maggioranza dell’elettorato britannico vota per l’uscita del Regno Unito dall’UE, concretizzatasi il 31 gennaio 2020. Nella fase di transizione, il Regno Unito ha continuato a far parte del mercato interno fino alla fine del 2020.
Tappe decisivi
L’Europa è duramente colpita dalla pandemia che ha gravi ripercussioni sanitarie, economiche e sociali.
Con un referendum il popolo britannico decide l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il 31 gennaio 2020, il Regno Unito lascia l’UE.
Il 1° gennaio 2015, la Lituania è il diciannovesimo Stato dell’UE ad adottare l’euro.
Il 1° gennaio 2014 la Lettonia è il diciottesimo Stato dell’UE ad adottare l’euro.
Il 15 ottobre 2013 vengono approvate le disposizioni per la creazione di un meccanismo di vigilanza unico sulle banche e gli istituti di credito. Dal 4 novembre 2014 nel quadro di questo meccanismo la BCE assume funzioni di vigilanza su molte banche dell’eurozona. Si tratta del primo pilastro di un’unione bancaria europea.
Il 1° luglio 2013 la Croazia fa il suo ingresso nell’UE, portando a 28 il numero degli Stati membri.
Il 10 dicembre 2012 viene conferito all’UE il premio Nobel per la pace per il contributo offerto negli ultimi sessant’anni al progresso della convivenza pacifica e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani.
Il 2 febbraio 2012 viene sancita da un trattato la creazione del Meccanismo europeo di stabilità, detto anche «fondo salva-Stati». L’istituzione, con sede in Lussemburgo, aiuta i Paesi dell’eurozona in difficoltà a garantire la propria stabilità finanziaria. Il trattato entra in vigore il 27 settembre 2012 e il MES sostituisce definitivamente il FESF dal 1° luglio 2013.
Il 9 dicembre 2011 i 17 Stati dell’eurozona si accordano sulla definizione di soglie massime per il debito pubblico e sulle sanzioni da applicare in caso di inosservanza. Possono partecipare anche gli Stati che non hanno adottato l’euro. Il relativo trattato viene sottoscritto il 2 marzo 2012 da 25 Stati dell’UE (esclusi Regno Unito e Repubblica Ceca).
Il 1° gennaio 2011 l’Estonia è il diciassettesimo Stato dell’UE ad adottare l’euro.
Il 9 maggio 2010, a seguito della crisi finanziaria e della moneta comune, l’UE introduce un meccanismo di stabilità finanziaria con una dotazione di 780 miliardi di euro. Nei momenti di crisi, l’Unione può così concedere agli Stati membri, su richiesta e a determinate condizioni, prestiti o linee di credito.
Il 1° gennaio 2009 la Slovacchia è il sedicesimo Stato dell’UE ad adottare l’euro.
Il 1° gennaio 2008, Malta e Cipro adottano l’euro e l’unione monetaria si estende così a 15 Stati dell’UE.
Il 1° gennaio 2007, Bulgaria e Romania fanno il loro ingresso nell’UE, portando a 27 il numero degli Stati membri. Contemporaneamente, la Slovenia è il tredicesimo Stato dell’UE ad adottare l’euro.
Invece della Costituzione europea, il 13 dicembre 2007 viene sottoscritto a Lisbona un nuovo trattato, che non sostituisce i precedenti ma li modifica e li rinnova. Sono istituite, tra l’altro, la carica di presidente permanente del Consiglio europeo e quella di Alto rappresentante dell’Unione per la politica estera e di sicurezza comune. Il Parlamento europeo si vede attribuire maggiori poteri e viene introdotto il diritto d’iniziativa delle cittadine e dei cittadini europei. Il trattato entra in vigore il 1° dicembre 2009.
Il 29 ottobre 2004 i 25 capi di Stato e di Governo dell’UE firmano una Costituzione europea. Nella prima metà del 2005, la bocciatura in Francia e nei Paesi Bassi, dove viene organizzato un referendum popolare sulla ratifica della Costituzione, fa naufragare il progetto.