Le Comunità europee (CE) erano costituite dalla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), dalla Comunità economica europea (CEE) e dalla Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM). Gli organi esecutivi di queste tre Comunità vengono fusi nel 1967. Dal 1973 al 1985 la CE si è allargata fino a contare dodici Paesi membri. Con la firma dell’Atto unico europeo (AUE) nel 1986, questi Paesi esprimono la loro volontà di istituire l’UE.
L’UE nasce dopo la Seconda guerra mondiale nell’intento di assicurare la pace in Europa e di evitare nuovi conflitti militari. La via scelta per raggiungere tale obiettivo è quella di un’interdipendenza economica mirata e di una collaborazione rafforzata, in grado di rilanciare la crescita in un mercato più vasto. Nel 1951 Belgio, Repubblica federale di Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi sottoscrivono il Trattato di Parigi e fondano la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA).
Trattati di Roma
Le istituzioni della CECA costituiranno le fondamenta dell’UE: nel corso degli anni, l’Alta autorità, l’esecutivo della CECA, si trasformerà nella Commissione europea, mentre l’Assemblea consultiva sarà la progenitrice del Parlamento europeo.
La fondazione della CEE e dell’EURATOM, sancita dai Trattati di Roma del 1957, rappresenta un ulteriore passo in avanti. I sei Stati fondatori intendono in tal modo creare un mercato libero comune e gettare le basi per uno sfruttamento pacifico dell’energia atomica. Una terza fase è rappresentata dal cosiddetto Trattato di fusione, in forza del quale, nel 1967, le istituzioni delle tre Comunità vengono raggruppate per formare gli organi delle nuove Comunità europee.
Allargamenti da sei a dodici Stati membri
Nel 1973 le Comunità europee operano il loro primo allargamento, il cosiddetto allargamento a Nord. Alla Comunità aderiscono la Danimarca, la Repubblica d’Irlanda e il Regno Unito. Il Regno Unito aveva fatto domanda di adesione già nel 1963, ma la sua richiesta non era stata accettata a causa della resistenza francese. Al momento dell’adesione alla CE, il Regno Unito si ritira dall’Associazione europea di libero scambio (AELS), che aveva cercato di istituire come controprogetto alla CE.
Questo ciclo di allargamento è seguito nel 1981 dall’adesione della Grecia come decimo Stato. Portogallo e Spagna aderiscono nel 1985, dopo l’approvazione quasi unanime dei parlamenti nazionali di entrambi i Paesi. Il Portogallo si ritira dall’AELS, e questo indebolisce ulteriormente la zona di libero scambio. Questo avvenimento libera la Spagna dall’isolamento in cui si era trovata durante la dittatura di Franco. La temuta ondata migratoria da questi due Paesi non si verifica.
L’Atto unico europeo
La sottoscrizione dell’Atto unico europeo (AUE), nel 1986, segna la fine di un processo di riforma durato diversi anni. I Trattati di Roma vengono modificati e completati. Il nuovo trattato prevede la realizzazione del mercato interno europeo entro il 1993, l’armonizzazione del diritto economico e l’eliminazione delle barriere nazionali che ostacolano il commercio all’interno dell’UE. L’AUE rappresenta la prima grande riforma dei trattati fondatori delle Comunità europee. Il suo scopo è quello di compiere un primo passo verso la formazione dell’Unione europea. Con la sua sottoscrizione, la cooperazione politica europea è dunque posta su base contrattuale. Vengono aggiunti ulteriori settori di cooperazione e adottate misure per rafforzare la coesione interna, migliorare la capacità di deliberare e rendere più democratico il processo decisionale.
Tappe decisive
Primo ministro britannico dal maggio 1940 al luglio 1945, esorta l’Europa a unirsi sulla base del modello degli Stati Uniti d’America. In occasione di un discorso tenuto all’Università di Zurigo nel settembre del 1946, lo statista afferma che gli «Stati Uniti d’Europa» permetterebbero alla grande famiglia dei popoli europei di vivere in pace e sicurezza.
Il 9 maggio 1950, Robert Schuman, ministro degli esteri francese, propone di istituire con la Repubblica federale di Germania una comunità di produzione per il carbone e l’acciaio, aperta anche ad altri Stati europei. Con la sua dichiarazione, Schuman posa la prima pietra dell’attuale Unione europea. Per questa ragione, a partire dal 1986 il 9 maggio viene celebrato come Giornata dell’Europa.
Il 18 aprile 1951, Repubblica federale di Germania, Francia, Belgio, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi sottoscrivono a Parigi il trattato istitutivo della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). L’obiettivo è creare un mercato comune al quale i partner possano partecipare su un piano di parità, lasciandosi alle spalle le profonde divisioni provocate dalla Seconda guerra mondiale.
In occasione di una conferenza tenutasi a Messina ai primi di giugno del 1955, i ministri degli esteri dei sei Stati membri della comunità di produzione decidono di estendere all’intera economia il processo messo in atto per il carbone e l’acciaio.
Il 25 marzo 1957, i sei Stati contraenti del Trattato di Parigi sottoscrivono a Roma i trattati istitutivi della Comunità economica europea (CEE) e della Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM), la cui entrata in vigore è fissata per il 1° gennaio 1958. L’obiettivo della CEE è creare un mercato interno comune e un’unione doganale basati sulla libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone. L’EURATOM mira invece a controllare e coordinare l’uso dell’energia nucleare a scopi civili.
Su iniziativa del Regno Unito, il 4 gennaio 1960, sette Stati non aderenti alla CEE (Danimarca, Norvegia, Austria, Portogallo, Svezia, Regno Unito e Svizzera) concludono a Stoccolma l’accordo per l’istituzione dell’Associazione europea di libero scambio (AELS), chiamata a fare da contrappeso alla CEE e all’EURATOM.
Il 4 aprile 1965 viene sottoscritto a Bruxelles il trattato concernente la fusione degli organi direttivi delle tre Comunità (CECA, CEE ed EURATOM), che saranno sostituiti da un Consiglio dei ministri comune e da una Commissione. Il Trattato di fusione entra in vigore il 1° luglio 1967.
Dopo una crisi politica durata circa un anno, la Francia si dichiara nuovamente disposta a partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri. Come contropartita, le decisioni di «vitale interesse» continueranno.
Danimarca, Irlanda e Regno Unito entrano nelle Comunità europee e lasciano quindi l’AELS; la Norvegia rifiuta l’adesione in una votazione popolare.
Gli Stati membri sottoscrivono un trattato che attribuisce al Parlamento europeo maggiori poteri in materia di bilancio e rende possibile l’istituzione della Corte dei conti europea. Il trattato entra in vigore il 1° giugno 1977.
Nel giugno del 1979, i cittadini degli Stati membri eleggono per la prima volta a suffragio universale diretto i loro rappresentanti nel Parlamento europeo. Da allora le elezioni si tengono regolarmente ogni cinque anni.
La Grecia aderisce alle Comunità europee, che contano ora dieci Stati membri.
Il 14 giugno 1985, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi sottoscrivono l’Accordo di Schengen, che prevede l’abbandono progressivo dei controlli sulle persone alle frontiere interne degli Stati membri. L’accordo è integrato nel Trattato di Amsterdam nel 1999.
Il Portogallo – che lascia l’AELS – e la Spagna entrano a far parte delle Comunità europee. Gli Stati membri salgono così a dodici.
Nel febbraio del 1986 viene sottoscritto l’Atto unico europeo, che fissa l’obiettivo del completamento del mercato interno europeo entro il 1993 con la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali e senza più controlli alle frontiere interne. Al tempo stesso sono rafforzati i diritti di codecisione del Parlamento e viene attribuita al Consiglio la facoltà di decidere in diversi casi a maggioranza qualificata. L’Atto unico entra in vigore il 1° luglio 1987.