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Pubblicato il 13 marzo 2026

Contenuto del pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III)

Negli ultimi decenni le relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) si sono sviluppate a vantaggio di entrambe le parti grazie agli Accordi bilaterali I (1999) e II (2004). La via bilaterale, intrapresa dopo la mancata adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE) nel 1992, si è dimostrata solida e in grado di essere accettata da una maggioranza. Il Consiglio federale intende pertanto stabilizzarla e svilupparla ulteriormente attraverso il pacchetto Svizzera-UE.

Il grafico illustra gli elementi dell’approccio «a pacchetto» del Consiglio federale.

Il Consiglio federale considera sempre la via bilaterale come la migliore opzione per definire le relazioni della Svizzera con l'UE. Negli ultimi 25 anni questo approccio è stato sviluppato progressivamente e in modo pragmatico e ha contribuito in misura determinante al successo della Svizzera in campo economico e scientifico. Il pacchetto Svizzera-UE poggia su tale base e completa gli accordi esistenti nei settori del trasporto aereo, del trasporto terrestre, della libera circolazione delle persone, del MRA (ostacoli tecnici al commercio) e dell'agricoltura con nuovi accordi nei settori dell'energia elettrica, della sanità e della sicurezza alimentare. Grazie a una consolidata partecipazione settoriale al mercato interno dell’UE, la Svizzera crea condizioni quadro affidabili per la sua economia d’esportazione e rafforza così la propria prosperità. Il pacchetto garantisce inoltre la partecipazione a programmi di ricerca centrali come Orizzonte Europa, potenziando in tal modo la Svizzera come polo di innovazione.

Il pacchetto comprende i seguenti elementi:

a) Stabilizzazione
b) Ulteriore sviluppo
c) Dialogo e cooperazione
d) Disposizioni transitorie

a) Stabilizzazione

Accordi sul mercato interno

Allo stato attuale la Svizzera partecipa al mercato interno dell’Unione europea (UE) sulla base di cinque accordi nei seguenti ambiti: libera circolazione delle persone, trasporti terrestri, trasporto aereo, agricoltura e reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (MRA). Inoltre, nel quadro dello sviluppo della via bilaterale, sono previsti un accordo sull’energia elettrica e un protocollo di modifica dell’Accordo agricolo per estendere quest’ultimo alla sicurezza alimentare.

Elementi istituzionali

Gli accordi relativi al mercato interno consentono un ampio accesso reciproco al mercato ed evitano quindi eventuali discriminazioni a scapito delle imprese svizzere sul mercato interno dell’UE e viceversa. I nuovi elementi istituzionali convenuti dalla Svizzera e dall’UE per questi accordi garantiscono il loro buon funzionamento e l’applicazione delle stesse regole in qualunque momento per tutti i partecipanti al mercato interno.

Aiuti di Stato

Gli aiuti di Stato conferiscono vantaggi economici a determinate imprese e possono quindi falsare la concorrenza. Può trattarsi di sussidi a favore di certe aziende o di altri benefici finanziari, tra cui mutui a condizioni vantaggiose, garanzie di Stato o sgravi fiscali.

Gli aiuti di Stato possono anche essere auspicabili se sono giustificati da un interesse pubblico, ad esempio per rafforzare la piazza economica di una regione strutturalmente debole o per promuovere le tecnologie ecocompatibili.

Contributo svizzero regolare

Con il contributo svizzero, dal 2007 la Confederazione concorre a ridurre le disparità economiche e sociali e a gestire le sfide nel settore della migrazione nell’UE, rafforzando al contempo le sue relazioni con alcuni Stati europei vicini.

L’Accordo sul contributo istituisce un meccanismo giuridicamente vincolante per il versamento di un contributo svizzero regolare volto a ridurre le disparità economiche e sociali nell’UE.

Partecipazione ai programmi dell'UE

L’UE finanzia i cosiddetti programmi di promozione dell’UE nei settori della ricerca, dell’innovazione, dell’istruzione, della formazione professionale, della gioventù, dello sport, della cultura e altri ancora a cui possono partecipare, a determinate condizioni, anche Stati non membri dell’Unione, come la Svizzera.

Dopo la decisione di non continuare i negoziati su un accordo istituzionale, dal 2021 alla Svizzera era stata negata l’associazione a importanti programmi di cooperazione nei settori dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione (pacchetto Orizzonte ed Erasmus+ 2021–2027). Nell’ambito del pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera–UE (Bilaterali III)» grazie all’accordo sui programmi (EUPA) negoziato insieme all’Unione la Svizzera può ora nuovamente associarsi ai programmi dell’UE. In quanto parte anticipata del pacchetto Svizzera–UE, l’accordo, firmato il 10 novembre 2025 a Berna, è applicato retroattivamente in via provvisoria dall’inizio del 2025.

Spazio

L’accordo EUSPA rafforza la collaborazione tra Svizzera e UE nel settore strategico della navigazione spaziale. La partecipazione all’Agenzia va a completare l’accordo di cooperazione GNSS e assicura a lungo termine gli investimenti della Svizzera nei progetti infrastrutturali dell’UE Galileo ed EGNOS. Si tratta di due programmi di navigazione satellitare europei che garantiscono l’indipendenza dall’omologo americano GPS e da quello russo Glonass. Il servizio di navigazione EGNOS è costituito da una combinazione di un sistema satellitare e di una reta terrestre. Grazie all’accordo di cooperazione GNSS la Svizzera ha accesso a una tecnologia di navigazione satellitare ad alta precisione in grado di modificare settori importanti come la circolazione stradale o la sicurezza in montagna.

b) Ulteriore sviluppo

Il Consiglio federale intende non solo stabilizzare le relazioni con l'UE, ma anche svilupparle ulteriormente. Il pacchetto Svizzera-UE comprende quindi anche tre nuovi accordi nei settori dell'energia elettrica, della sicurezza alimentare e della salute.

Energia elettrica

La Svizzera è fisicamente ben integrata nel sistema elettrico europeo. Tale integrazione, materiale e geografica, non è tuttavia supportata da garanzie giuridiche. Inoltre, il nostro Paese non fa parte del mercato interno dell’energia elettrica dell’UE. L’assenza di garanzie giuridiche e di una vera e propria integrazione nel mercato interno dell’energia elettrica comportano degli svantaggi.

Sicurezza alimentare

In futuro, l’Accordo agricolo del 1999 sarà diviso in due parti: una parte agricola che non è soggetta al recepimento dinamico del diritto, e una parte sulla sicurezza alimentare, che sarà disciplinata da un Protocollo sulla sicurezza alimentare e che è soggetta al recepimento dinamico del diritto. Tale Protocollo mira a migliorare la sicurezza alimentare nell’UE e in Svizzera lungo l’intera filiera agroalimentare creando uno Spazio comune di sicurezza alimentare.

La Svizzera avrà l’accesso auspicato all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e alle reti rilevanti dell’UE. Sarà inoltre integrata nel sistema di autorizzazione dei prodotti fitosanitari dell’UE.

Sanità

Dal 2008 il Consiglio federale mira a una più stretta collaborazione con l’UE nel settore sanitario. L'accordo sulla sanità migliora la prevenzione delle crisi nel settore sanitario. Garantisce inoltre una collaborazione continua e un accesso costante al dispositivo dell'UE per la gestione dei rischi sanitari transfrontalieri.

c) Dialogo e cooperazione

Dialogo ad alto livello

Il dialogo regolare ad alto livello fa parte del pacchetto Svizzera-UE. Tra la Svizzera e l'UE si svolgono già regolarmente numerosi colloqui a livello tecnico su singoli settori delle relazioni. Finora non esisteva un quadro di riferimento per le relazioni globali. A tal fine è stato istituito il dialogo ad alto livello (a livello ministeriale), che copre tutti i settori della via bilaterale e si svolge a cadenza regolare. Il primo incontro si è tenuto il 5 marzo 2026 tra il consigliere federale Ignazio Cassis e l'Alta rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas.

Nel settore della politica estera e di sicurezza esiste già uno scambio politico separato, che sarà rafforzato. Ciò non sostituisce i dialoghi e le consultazioni specialistici esistenti, né i comitati misti settoriali istituiti dagli accordi bilaterali.

Cooperazione parlamentare

Il Consiglio federale ha negoziato un protocollo sulla cooperazione parlamentare tra la Svizzera e l'UE, dando così seguito a una richiesta della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati. Il protocollo prevede l'istituzione di una commissione parlamentare mista tra la Svizzera e l'UE. Attraverso il dialogo e la discussione, questa commissione contribuirà a migliorare la comprensione tra le parti contraenti in merito al pacchetto bilaterale e a un possibile sviluppo delle relazioni bilaterali. Nell'ambito delle sue competenze, la commissione può in particolare chiedere alle parti contraenti informazioni pertinenti sull'attuazione degli accordi che fanno parte del pacchetto Svizzera-UE. Può anche formulare raccomandazioni alle parti contraenti, compreso il dialogo ad alto livello Svizzera-UE istituito nell'ambito del pacchetto.

È importante che le discussioni e le eventuali raccomandazioni del comitato, su sua richiesta, possano riferirsi anche agli atti giuridici elaborati nell'ambito del processo legislativo dell'UE e rilevanti per il pacchetto Svizzera-UE. Ciò rafforzerebbe la partecipazione dell'Assemblea federale alla politica europea, oltre ai nuovi processi di informazione e consultazione del Parlamento che si applicano nel contesto dell'adozione dinamica del diritto, in particolare il decision shaping.

d) Disposizioni transitorie

Il 24 giugno 2025 il consigliere federale Ignazio Cassis e il commissario europeo Maroš Šefčovič hanno firmato a Bruxelles una dichiarazione comune che disciplina le modalità della cooperazione tra la Svizzera e l’UE per il periodo che va dalla fine del 2024 all’entrata in vigore del pacchetto Svizzera-UE.

Comunicato stampa, 23.06.2025

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